L'Abbraccio che Libera

Con questo blog desidero risvegliare la consapevolezza sul potere dell’abbraccio come modalità di difesa nei confronti di se stessi e degli altri. Comprendere come abbracciare teneramente ogni nostra e altrui debolezza, paura, dolore, ogni lato oscuro che vorremmo non avere, ogni evento e situazione difficile, ogni nostro pensiero ed emozione, ci permetterà di realizzare la magia di quella morbidezza necessaria per fluire liberi con la Vita, quella morbidezza indispensabile per riuscire a entrare in quell’eterno presente che è la porta del Regno dei Cieli.

Carlotta Brucco

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68. DIO, AMORE E FELICITÀ

Tutto è Dio, nulla esiste al di fuori di Colui che È, al di fuori di quella meravigliosa Forza d’Amore che tutto forma.

E allora perché non lo sentiamo? Perché, se tutto è  Dio, noi avvertiamo più facilmente l’assenza di Dio, il vuoto d’Amore piuttosto che la Sua pienezza?

Il problema è che basando la nostra esistenza sull’ego, siamo portati a vivere nella separazione piuttosto che nell’Unità/Dio. Questo ci conduce a riconoscere in continuazione l’io e non Dio. Non si possono infatti servire due padroni!

La nostra attenzione è richiamata dall’io/tu non lasciando spazio per l’Uno/Amore.

Quello che voglio dire è che non è vero che non avvertiamo Dio… piuttosto non lo riconosciamo. È solo un problema di riconoscimento.

Noi vediamo separazione e non Unità/Amore perché siamo stati abituati a riconoscere separazione, siamo stati abituati a seguire le leggi dell’io anziché quelle di Dio. Siamo Amore ma non ne siamo consapevoli e viviamo tutta la vita a cercare disperatamente ciò che ci appartiene da sempre! Che tristezza… siamo dei Re ma crediamo di essere mendicanti.

Per riconoscere e vedere Amore dovremmo volgerci in quella direzione con il cuore aperto, sentendo che Amore è possibile, reale, alla nostra portata di questo momento.

Anche se all’inizio non percepiamo nulla di diverso dal solito, dovremmo ricordarci che è solo un problema di riconoscimento e quindi dovremmo chiamare Amore qualunque sia lo stato del nostro essere.

Le persone felici riconoscono Dio/Amore ovunque. S.Francesco era malatissimo, con dolori atroci eppure ringraziava in continuazione quel Dio che vedeva in tutto. E quanti altri uomini e donne, pur vivendo prove difficilissime, hanno continuato a riconoscere la grazia divina! Se abbiamo la capacità di riconoscere l’Amore ovunque, non importa quale situazione saremo chiamati a vivere: dimoreremo nell’Amore.

Il riconoscimento passa dalla resa, da quell’atteggiamento interiore che toglie il potere all’io e lo ridà a Dio. In fondo l’Amore è il nostro stato naturale e per avvertirlo è necessario cedergli. Se l’io getta la spada e china il capo, l’Amore prende il comando della nostra esistenza.

Il desiderio vero di tutti i nostri cuori è solo questo: arrendersi all’Amore e permettere che Egli prenda in mano la nostra vita e ci conduca a Casa. Non è faticoso, forse è l’unica cosa della nostra vita in cui non occorre sforzo. Ma occorre quella sublime umiltà che rende la resa stessa all’Amore, un atto d’Amore.

Carlotta Brucco

 

13/01/14
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