L'Abbraccio che Libera

Con questo blog desidero risvegliare la consapevolezza sul potere dell’abbraccio come modalità di difesa nei confronti di se stessi e degli altri. Comprendere come abbracciare teneramente ogni nostra e altrui debolezza, paura, dolore, ogni lato oscuro che vorremmo non avere, ogni evento e situazione difficile, ogni nostro pensiero ed emozione, ci permetterà di realizzare la magia di quella morbidezza necessaria per fluire liberi con la Vita, quella morbidezza indispensabile per riuscire a entrare in quell’eterno presente che è la porta del Regno dei Cieli.

Carlotta Brucco

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117. IL RISVEGLIO DEL TENERO SGUARDO

Mio figlio Elia di quattro anni e mezzo stamattina mi ha chiesto cos’è la Pasqua.

Gli ho risposto che questa festa è per ricordare che l’amore vince la morte.

Gli ho raccontato che Gesù, anche se aveva sempre e solo fatto del bene a tutti è stato tradito, umiliato, torturato e ucciso, ma lui ha continuato ad amare, e anche nel suo momento di massimo dolore è riuscito a dire: “Perdonali perché non sanno quello che fanno”. La forza del suo infinito amore gli ha permesso di risuscitare, cioè di vincere la morte.

Un uomo come lui avrebbe molto probabilmente avuto il potere di sottrarsi a quelle torture, a quella morte, ma non l’ha fatto proprio per dimostrare che è possibile essere più forti di tutto il dolore del mondo. La forza di cui parla però non appartiene al potere di essere qualcuno o qualcosa, di essere i migliori, i vincenti, ma appartiene al potere di essere amore.

Gesù ha aperto una via interiore per noi; passando attraverso quella esperienza, trasformando il dolore in amore, ha riversato nel collettivo umano quel processo interiore rendendolo disponibile a tutti.

Questo vuol dire che, anche vivendo esperienze difficilissime come il tradimento, la tortura, l’uccisione, noi come lui possiamo essere in grado di trasformare quel dolore in amore: ha aperto una via, un processo interiore per noi che possiamo percorrere semplicemente riconoscendo e accettando questa possibilità. Ci ha reso visibile e quindi attuabile una nuova possibilità di realtà.

La maggior parte di noi vive senza essere consapevole della propria immortalità: si considera uomo o donna con una storia ben definita, con un inizio e una fine. Questa visione limitata condiziona tutta la nostra vita portandoci a dare importanza a cosa non ce l’ha.

Il non vedere poi che non siamo persone distinte ma un unico Essere infinito e intelligente porta a tutta la sofferenza dell’umanità.

Tuttavia Gesù ha aperto una possibilità di felicità per tutti, qualunque sia il livello di consapevolezza: attraverso l’amore tutto ritorna a Casa, attraverso l’amore la consolazione accade ora e, passo dopo passo, risveglia anche la consapevolezza dell’Uno.

Amore però non è sentimentalismo ma un modo di guardare a tutto indistintamente. Amore è un tipo di sguardo dell’essere che come un sole porta tenerezza a tutto ciò che tocca.

Amore vince la morte se noi riusciamo a guardare la morte con tenerezza. Amore vince il dolore se riusciamo a guardare il dolore con tenerezza. Amore vince il tradimento se riusciamo a guardare il tradimento con tenerezza.

Il problema è che la maggior parte di noi si fa portavoce di una giustizia che non esiste credendo che non sia giusto portare amore al dolore.

Quello che dobbiamo comprendere per uscire da questo sistema di boicottaggio attuato da un falso senso di giustizia è cercare di slegarsi da ciò che crediamo l’oggetto del nostro dolore.

Se qualcuno ci tradisce sentiamo male dentro, una sensazione fisica di malessere ben distinta e localizzata. Ecco, smettiamo di portare attenzione a chi crediamo ci abbia fatto del male e cerchiamo invece di ascoltare quella sensazione percepita nel corpo abbracciandola. Iniziamo a guardare teneramente le sensazioni di dolore che proviamo, lasciando perdere chi crediamo sia la causa di esse.

Se percepiamo una sensazione di paura nella pancia, mettiamo le mani su quel punto e cerchiamo di guardare con tenerezza quella sensazione, proviamo ad abbracciarla, ad accarezzarla.

Sono le nostre sensazioni ad aver bisogno del nostro tenero sguardo, del nostro abbraccio. E ricordiamoci sempre che quelle sensazioni/frequenze sono le matrici di quello che viviamo come “mondo là fuori”. Quindi se vogliamo che il nostro amore arrivi anche “là fuori” dobbiamo imparare ad abbracciare le nostre sensazioni/frequenze di dolore. Il nostro tenero sguardo avrà il potere di mutare le nostre frequenze di dolore in amore.

L’altra sera, quando stavo mettendo a letto i bambini, Elia mi ha confidato che aveva paura dei mostri. Gli ho detto: “Stai scegliendo di aver paura, scegli altro”.

“Sì mamma, è vero!” ha urlato stupito. “La stavo scegliendo io… Non ho più paura!”

Scegliamo altro, possiamo ora, proprio ora, scegliere il modo con cui guardare a tutto; scegliamo uno sguardo di tenerezza anziché di paura, di rabbia, di rigidità… e ogni dolore sarà trasformato in amore.

Buon Pasqua di cuore a tutti voi!

Carlotta Brucco

 

Spirito Fisica Brucco Telesca     Libro-Brucco-Cinque-Abbracci

 

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Credits Img: Pinterest

14/04/17
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Un commento a “117. IL RISVEGLIO DEL TENERO SGUARDO”

  1. Patrizia

    Cara Carlotta, sto provando durante queste settimane esattamente quello che tu dici, la rappresentazione della via Crucis, della passione di Cristo, l’ultima cena, e la Resurrezione di Gesù, l’amore incondizionato dimostrato da Gesù sono davvero l’esempio più evidente che con l’amore si può trasformare tutto.
    Lo sto provando davvero ed è veramente forte !
    Grazie delle tue parole che condivido…ti auguro a te e alla tua family una Buona Pasqua con amore Patty….:)

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