Navigando nelle infinite possibilità dell'essere

160. LA VACANZA DELL’ATTIMO

 

Se dico “estate”, cosa vi viene in mente?

Non rispondete frettolosamente, ma ascoltatevi un po’. Quale immagine? Che suoni e odori?

Io vedo pini marittimi dal basso che si stagliano in un cielo blu e assolato. Sento il loro profumo che si fonde con quello del mare di fronte a me. Le cicale cantano insieme alla onde che si infrangono sulla spiaggia.

Sebbene abbia solo immaginato di essere al mare sotto i pini marittimi, la mia mente si è comportata come fossi lì, infatti sappiamo che non distingue tra un’immaginazione intensa e la realtà. Ho potuto così sentire la piacevolezza di quel particolare paesaggio estivo anche se sono a casa, su una poltrona a scrivere.

Ho assaporato per un attimo l’odore dei pini e del mare, cogliendo l’unicità di quel momento immaginativo, senza avere pensieri del tipo: “Peccato non essere là, vorrei tanto essere al mare, mi mancano i pini marittimi”. Ho viaggiato senza muovere il corpo… ho gustato quella vista senza spostarmi dalla mia poltrona.

Poi, sono tornata qui e ora a percepire il fresco della mia casa nonostante fuori faccia caldo, le cicale che sento cantare e le mie mani che premono i tasti del pc in successione, come una danza. Ascolto il respiro che scivola nel corpo e sento la schiena appoggiata allo schienale della poltrona, che si rilassa.

Dimorare nell’attimo è sempre vacanza. Si va in ferie dai pensieri; tutto ciò che si può desiderare.

Sono qua, non mi faccio portare via da tutti i pensieri che potrebbero venirmi a chiamare. Non permetto che attraggano la mia attenzione. E non vivo in un eremo in montagna. Ho quattro figli, un marito, un cane, una casa, un lavoro, insomma vivo in questo mondo, con tutte le problematiche connesse. Ma non mi faccio distrarre. Perché le situazioni difficili, quando accadono, non si risolvono pensando ma vivendo. E vivere vuol dire dimorare nell’unicità di questo momento.

C’è un’intelligenza che appartiene alla vita, ma non viene mai considerata. Crediamo invece sia necessario avere tutto sotto controllo per essere liberi e felici, invece non è per niente così. La vita non va controllata ma compresa; racconta la storia romanzata del nostro processo interiore e ci mostra quelle rigidità, quelle resistenze che hanno bisogno di comprensione e amore per essere sciolte.

Dovremmo portare attenzione non sul film che ci scorre davanti, ma sul messaggio che ci sta offrendo. Tutto ciò che accade è intelligente e comunica con noi attraverso l’esperienza che può essere percepita qui e ora. Ci sentiamo così fluire con la vita e di conseguenza ci sentiamo nel posto giusto al momento giusto… proprio come fossimo sempre in vacanza.

Se, per esempio, qualcosa mi spaventa, è opportuno portare l’attenzione sulla sensazione di paura nel corpo e rimanere ad ascoltarla. Sto lì con lei, ora, qui, senza farmi distrarre dalla storia. La ascolto, la assaporo, come fosse il suono delle cicale, o la brezza marina. Senza dirmi niente. La accolgo, la vivo, senza irrigidirmi, senza difendermi. Mi arrendo a lei, mi lascio amare dalla paura, da quel sentire nel corpo.

Può essere che all’inizio mi senta cadere a pezzi. C’è infatti qualcosa di magico e intelligente che sta accadendo, di cui ci si può fidare; la vita percepita ora, momento per momento, sa cosa più ci serve per poterci far fluire verso il Centro.

Può essere che ci serva cadere a pezzi proprio per vedere che non siamo quei pezzi. Si può frantumare solo ciò che non siamo. Quindi lasciamoci essere semplicemente l’esperienza di questo momento, lasciandola libera di mostrarci ciò che ci deve mostrare.

E ciò che dobbiamo comprendere non è un pensiero filosofico ma un nuovo modo di guardare alle cose che viene percepito, viene sperimentato, è una nuova forma energetica sentita chiaramente in noi, nel nostro corpo.

Di solito, invece, cerchiamo di tenere su i pezzi, di incollarli, per ripristinare vecchie immagini di noi che non stanno nemmeno più in piedi. Come quando si ha paura di invecchiare e si fa di tutto per apparire ancora giovani. Non ci si fida di cosa la vita vuole offrirci. L’immagine di giovane uomo o donna cade a pezzi e si fa di tutto per tenerla su, diventando sempre più disperati. Invece di essere curiosi di vedere cosa la vita ci riserva di nuovo, si vuole ripristinare il vecchio, quell’immagine di sé che ormai ha finito la suo utilità. Quanta fatica… Non sto affatto dicendo di trascurarsi, ma c’è differenza tra aver cura di sé ed essere attaccati a un’immagine di sé.

Cosa accadrebbe invece se lasciassimo fare all’intelligenza della vita per vedere quale nuova forma energetica ha da offrirci? Cosa accadrebbe se ci fidassimo di ogni momento e gli prestassimo veramente ascolto per accogliere ciò che di nuovo ha da portarci? Sarebbe sempre una bella vacanza… una bella vita.

Carlotta Brucco

Canale Telegram: https://t.me/neomrevolution

 

Nota Bene

Quest’anno abbiamo organizzato un ritiro estivo dal 14 al 20 agosto. Chi desiderasse essere con noi per incontrare il silenzio del proprio magico spazio sacro scriva a: segreteria@neom-group.it

 

     

 

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