L'Abbraccio che Libera

Con questo blog desidero risvegliare la consapevolezza sul potere dell’abbraccio come modalità di difesa nei confronti di se stessi e degli altri. Comprendere come abbracciare teneramente ogni nostra e altrui debolezza, paura, dolore, ogni lato oscuro che vorremmo non avere, ogni evento e situazione difficile, ogni nostro pensiero ed emozione, ci permetterà di realizzare la magia di quella morbidezza necessaria per fluire liberi con la Vita, quella morbidezza indispensabile per riuscire a entrare in quell’eterno presente che è la porta del Regno dei Cieli.

Carlotta Brucco

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101. BUON NATALE!

È arrivato Natale… “Finalmente!” dicono tutti i miei figli. Sì perché ognuno di loro non vede l’ora di ricevere in regalo quello che desidera.

Quando pensiamo al Natale, qual è la prima cosa che ci viene in mente? Siamo sinceri!

Pensiamo a tutti i regali che dobbiamo fare, a chi, che cosa, dove andare a mangiare, quando, con chi… e solo in un secondo momento ci si ricorda della sacralità di questa festa che spesso si esaurisce con la messa di Natale. Può essere anche che ci si senta in colpa per non vivere il Natale in modo fortemente sacro e si rimproverano i propri figli perché non mettono al primo posto la nascita di Gesù.

Ho riflettuto su questo modo di fare perché ne sono stata coinvolta e condizionata. Oggi ai miei figli cerco di far sentire la magia della festa, la bellezza, la gioia e la contentezza perché questa è la frequenza che Gesù vorrebbe nei cuori, non il senso di colpa per non aver pensato a Lui come prima cosa.

Quale modo migliore di festeggiare la nascita del Cristo se non con la gioia dei bambini che aprono i pacchi dei regali che avevano chiesto? Quale occasione più grande per ritrovarsi con la propria famiglia a mangiare tutti insieme scambiandosi i doni?

Il Natale non è solo pensare a Dio, ma generare la frequenza della gioia, della pace, della serenità. Noi dovremmo fare in modo che questo avvenga il più possibile dentro e fuori di noi. Allora avremmo onorato la nascita del Cristo. Non avremmo magari tanto pensato a Dio, ma l’avremmo vissuto.

Quel giorno, almeno quel giorno, dovremmo cercare di tenere il nostro cuore in pace, senza i soliti rancori. Quel giorno e solo quel giorno dovremmo nascondere l’ascia di guerra e fare una pausa dalle nostre lotte con il mondo e con noi stessi. Quel giorno e solo quel giorno dovremmo cercare di scegliere la felicità e aiutare quante più persone possibile a sentire la stessa cosa iniziando dai propri bambini, partner, familiari, amici, sconosciuti per arrivare a portare quella vibrazione di gioia e pace anche ai propri nemici.

Non occorre andare ad abbracciare chi pensiamo ci abbia fatto del male (anche se sarebbe una bellissima idea), ma può essere sufficiente augurar loro veramente e con tutto il cuore di essere felici. Anche solo con il pensiero.

Allora sì che avremmo festeggiato bene il Natale! Allora sì che Gesù sarà onorato e ringraziato!

Proviamo a pensare se tutte le persone che festeggiano la nascita del Cristo si proponessero quel giorno di essere felici e compassionevoli, cercando di far felici anche gli altri! Non occorrono grandi cose… basta anche riuscire a portare pace nella propria famiglia. Che frequenza ci sarebbe quel giorno nel mondo? Se la gioia fosse un suono, che suono si sentirebbe nel mondo quel giorno? E anche un solo giorno può molto.

Quel suono guarirebbe molte ferite e consolerebbe tanti cuori anche di chi è lontano da noi, dall’altra parte del mondo. Sì, perché siamo tutti Uno e la frequenza che generiamo viene percepita ovunque. E più siamo a generare gioia, pace e amore, più quella frequenza è forte e potente.

Impariamo a ragionare pensando alla frequenza che creiamo in noi, lasciando perdere i nostri pensieri. Posso infatti pensare: “Ah, questo Natale vado a messa, porto il panettone a quel povero laggiù, vado a pranzo con la mia famiglia e faccio anche il regalo a quella mia amica che è tanto che non vedo”, ma se nel cuore non c’è gioia, pace, compassione, quale suono offriremo al mondo? Posso fare e dire le più belle cose, ma se la frequenza è quella dell’egoismo del sentirci buoni e giusti, giudicando magari quelli che non fanno le meravigliose cose che facciamo noi… proprio non funziona così.

Pensiamo a qualcuno che a Natale per sentirsi buono e per non sentirsi in colpa viene da noi per aiutarci o per offrirci qualcosa. Immaginiamo che il suo sguardo non ci veda, ma veda solo se stesso, quasi a ripetersi “Quanto sono buono, ho fatto il mio dovere, ho onorato il Cristo”. Come ci sentiremmo? Immaginiamo invece qualcuno sorridente e gioioso, che viene da noi per condividere la sua gioia così, perché gli viene spontaneo, per il gusto di farlo, perché la sua felicità aumenta con la nostra. Avremmo piacere a trovare una persona così?

Cosa vorremmo dai nostri figli il giorno di Natale? Che siano felici, che siano contenti nello scartare i pacchi, nel ricevere i doni che hanno chiesto. Vorremmo che si sentissero amati e accolti profondamente come tutti gli altri giorni, ma a Natale particolarmente, proprio per festeggiare Gesù.  Non rende anche noi felici la loro gioia?

Ecco, dovremmo cercare di provare la stessa cosa per tutti gli altri. Essere felici nel vederli felici. Credo sia questo che vorrebbe Gesù.

Ai miei figli piccoli parlo di Babbo Natale come di una creatura magica e invisibile che porta lo Spirito Santo del Natale e che aiuta i genitori a fare i regali che loro hanno chiesto.

Mi spiace mentire dicendo che è Babbo Natale a portare i doni, perché poi il giorno che scopriranno che sono invece i genitori, si sentiranno traditi e questo non è bello. Allora rimango sul vago; dico qualcosa che non comprendono bene ma che diventa sempre più chiaro man mano che crescono. Anche ai figli più grandi dico che Babbo Natale esiste perché lo credo anche io.

È una frequenza di gioia, pace e amore che può essere simbolizzata dal vecchio con la barba e che può anche prendere forma a piacimento, a livello energetico… ma, chissà, magari anche fisico. È lo Spirito Santo che porta un dono interiore a tutti, ma che può essere avvertito solo da un cuore aperto. I doni interiori sono i migliori, quelli che tutti vorremmo!

E allora, quale sarà il nostro? Ci sarà sicuramente. Babbo Natale non si dimentica di nessuno; verrà riposto sotto l’albero del nostro cuore e verrà aperto solo nella frequenza di quel bambino/a che vive ancora in noi e che correrà con gioia ad aprire il suo regalo.

Vi auguro profondamente di sentire quel sacro giorno la frequenza della gioia e della compassione, e di portarla con voi sempre, per tutta la vita.

Buon Natale!

Carlotta Brucco

 

11/12/15
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Un commento a “101. BUON NATALE!”

  1. donatella

    …sì, per il resto della vita…altrimenti la frequenza di gioia sarà troppo bassa per salvare il mondo dalle sue infinite miserie…
    Buon Natale anche a Te cara Carlotta e a chi ami!
    Donatella

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