L'Abbraccio che Libera

Con questo blog desidero risvegliare la consapevolezza sul potere dell’abbraccio come modalità di difesa nei confronti di se stessi e degli altri. Comprendere come abbracciare teneramente ogni nostra e altrui debolezza, paura, dolore, ogni lato oscuro che vorremmo non avere, ogni evento e situazione difficile, ogni nostro pensiero ed emozione, ci permetterà di realizzare la magia di quella morbidezza necessaria per fluire liberi con la Vita, quella morbidezza indispensabile per riuscire a entrare in quell’eterno presente che è la porta del Regno dei Cieli.

Carlotta Brucco

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58. SOLITUDINE

In quest’epoca di social media è facile che le persone si sentano ancor più sole. Si è in contatto con centinaia di esseri umani eppure la solitudine è spesso un demone da cui si cerca di sfuggire in continuazione. Ci si sente isolati anche in mezzo agli altri, come se quel calore che unisce i cuori non si potesse accendere mai. Questo è triste considerando che siamo tutti Uno; d’altronde la guerra tra le personalità per essere i migliori non permette di vedere la vera natura di tutto.

Se sentissimo quell’amore che è sostanza stessa dell’essere, la solitudine sparirebbe dalla nostra vita. Ma come fare?

Da ragazzina mi sentivo sola, allora iniziai ad ascoltare più profondamente dentro di me per cercare quella forza che scalda il cuore. Non importa se qualcuno la chiama Dio o Sé o Vita, o vera natura della mente: sempre di amore si tratta e viene percepito da tutti anche se gli si dà nomi diversi. Ascoltando sempre più a fondo incontrai quel Dio che consola e mai più mi sentii sola.

Ognuno ha il proprio modo per essere contattato da quell’amore che dissolve la solitudine; la cosa più importante è porsi in ascolto con il cuore aperto e attendere con fiducia…

Per certi versi si potrebbe dire che la solitudine è una condizione di egoismo, data cioè da una chiusura al resto del mondo. Non si è vittime ma artefici del proprio isolamento, in quanto non naturale. Noi siamo uno con tutto e tutti, e la condizione più spontanea sarebbe quella di sentirci perlomeno in compagnia con il resto del mondo. Se questo non accade è perché ci chiudiamo a riccio nei nostri falsi confini senza accogliere nessuno e nessuna cosa nel nostro cuore.

S. Francesco avvertiva ogni fiore come suo fratello, ogni stella come sua sorella e così sentiva ogni aspetto della creazione. Non era un pensiero della mente, ma proprio una consapevolezza di come naturalmente stanno le cose. Non si sentiva solo perché aveva permesso a tutto e a tutti di entrare nel suo cuore. E la forza della sua apertura era più grande di qualunque rifiuto.

Noi spesso ci sentiamo soli anche in compagnia di un altro essere vivente; vuol dire che non lo accogliamo in noi. O forse pensiamo che dovrebbe essere l’altro a farci sentire amati per primi? Se è così, ci sentiremo soli ancora e ancora.

Mi fa soffrire sapere e sentire che tanti esseri umani si sentono soli e abbandonati; è come morire di fame di fronte a una tavola imbandita perché non si accetta di aprire gli occhi. Se solo permettessimo all’amore di farsi sentire! Se solo lasciassimo per un istante il nostro egoismo che ci tiene separati da tutti! Se solo avessimo un pizzico di umiltà da smettere di “dire la nostra” per far silenzio e ascoltare che tutto ci abbraccia!

Quando incontro le persone nei corsi, cerco sempre di aiutarle a ritrovare quella meravigliosa sensazione di appartenenza al tutto così da dissolvere ogni forma di solitudine. Ci vuole tanto allenamento all’apertura… ma prima o poi accade di sentirsi amati veramente dall’esistenza intera.

Vorrei veramente che nessuno più al mondo si sentisse solo e isolato. Quanto mi piacerebbe avere il potere di far avverare questo desiderio…

 

 

 

26/08/13
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