Navigando nelle infinite possibilità dell'essere

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204. Siamo creatori

Cosa proviamo quando diciamo “grazie” perché qualcosa che desideravamo è accaduto?

Immaginate che si realizzi un vostro desiderio, cosa provereste nel ringraziare?

Ascoltate proprio quella sensazione nel corpo.

È come una sostanza che scorre dentro, che ha il sapore della felicità.

Dal desiderio realizzato alla felicità

In questo caso c’è un accaduto desiderato e si crede che sia per questo motivo che si possa ringraziare e provare questa sensazione/sostanza.

Desiderio realizzato>felicità>grazie.

C’è la credenza radicata che quella sensazione di gioia e ringraziamento derivi da una causa, cioè il desiderio realizzato.

Invertire l’operazione

Cosa succede se invertiamo l’operazione?

Partendo però dalla stessa sensazione/sostanza.

Grazie>felicita>desiderio realizzato.

Questa è un’alchimia profonda solo per chi riesce a percepire almeno un po’ il mondo più sottile.

Dimorare nel grazie

Cosa accadrebbe se scegliessimo di partire da quel grazie che proveremmo se il nostro desiderio si realizzasse? Cosa accadrebbe se dimorassimo in quel grazie come se il nostro desiderio si fosse già realizzato? Due domande con tempi diversi ma la sensazione del grazie rimane la stessa.

Non risponderò a questa domanda perché la cosa interessante è provare direttamente e vedere cosa accade.

Il grazie senza desiderio

Possiamo fare un passo in più: dimorare nel grazie senza nemmeno avere un desiderio in mente. In questo caso l’intelligenza che siamo e che tutto è, avrà carta bianca per provvedere a tutto ciò che ci serve veramente: “Cercate invece, anzitutto, il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta.”

E soprattutto quando le cose non vanno come vogliamo…ringraziamo come se già fosse tutto in pienezza.

Con quel sentire, da quel sentire. E richiamiamo quel grazie per la pienezza di cui disponiamo, 100.000 volte. Con gioia, con divertimento, con leggerezza.

Assaporare l’abbondanza del creato

Assaporo il grazie per tutta l’abbondanza del creato di cui posso disporre per il fatto stesso di goderne ora, in questo momento. Come farebbe un bambino che gioca ad essere il suo supereroe. Non lo fa perché pensa che un giorno lo sarà ma perché si sente tale nel momento in cui gioca. Ed è in quel momento che si nutre della sensazione di esserlo.

La differenza tra sognatore e visionario

Qui c’è la differenza tra sognatore e visionario.

Il sognatore vive nella mancanza del suo sogno e pensa: “Ora non ho pienezza e me la immagino così la otterrò”, mentre il visionario vive la sua meta come se già stesse accadendo e se la gusta tutta, per cui vede, sente e pensa: “Grazie! Che meraviglia, quanta pienezza!!”

Solo i visionari sono creatori consapevoli. Solo i visionari giocano con la vita e la riconoscono come propria alleata.

Il potere dell’immaginazione

Abbiamo un potere enorme che si chiama immaginazione viva, sentita.

“È un altro mondo, non è realtà”, dicono alcuni.

Sì, vero che è un altro mondo, ma è quello che crea questo.

Per cui… che ognuno ricordi il proprio potere.

Carlotta Brucco

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